mercoledì 20 novembre 2013

I RIFIUTI VANNO SOTTOBRACCIO ALL'EVASIONE FISCALE


Le strade di campagna che circondano la città sono invase da rifiuti di ogni genere. Tutti noi sappiamo che quando si compra un frigorifero piuttosto che una lavatrice il venditore è obbligato a ritirare il vecchio elettrodomestico, ma   molti venditori sono sprovvisti del contratto di smaltimento dell’elettrodomestico vecchio nonostante sia un obbligo di legge del 2010 e nonostante sia gratis. Si rifiutano di farlo nel timore che il numero dei pezzi ritirati, che dovrebbero essere consegnati alle aziende autorizzate alla rottamazione,  diventino di fatto un dato certo del  loro giro d’affari che finirà all’agenzia delle entrate.  Come fare per evitare  di ritirare il vecchio elettrodomestico? Niente di più facile, si comincia nel dire che per il ritiro bisogna pagare il trasporto, poi all’eventuale obiezione del cliente si finisce per consigliare il ricorso al servizio comunale di ritiro dell’ingombrante e fin qui nulla di male. Un buon numero sarà comunque ritirato dai venditori i quali hanno trovato un sistema per liberarsi del fastidio, chiamano un operatore del rifiuto metallico abusivo(che nel nostro caso  sono zingari locali che hanno il primato del commercio abusivo dei rottami metallici)  che prendono dal frigo tutte le parti metalliche e il resto lo abbandonano nelle campagne circostanti. Il punto preferito dell’abbandono sono i terreni alle spalle dello IACP cui si accede facilmente dalla località grattapulci attraverso il passaggio a livello della ferrovia Alifana. Attenzione ma i rifiuti che finiscono nelle campagne e sulle strade hanno anche origini diverse. Altri settori merceologici devono avere dei contratti di ritiro dei loro rifiuti, per esempio i carrozzieri, i laboratori d’analisi, i pescivendoli, i macellai i venditori di batterie, i venditori di pile e tanti altri ancora. Se questi soggetti non hanno i contratti attivati, i loro scarti finiscono nei rifiuti domestici oppure vengono sversati abusivamente in discariche a cielo aperto, poi, magari, saranno loro stessi che protesteranno all’ufficio ambiente  per farli rimuovere, costringendo  il Comune ad effettuare bonifiche che hanno costi altissimi. Non è finita qui, molti artigiani come imbianchini, muratori, piastrellisti che lavorano prevalentemente a nero, con la complicità dei loro stessi clienti (l’esempio è la rimozione abusiva dell’amianto) finiscono per ingrossare gli sversamenti abusivi nelle stradine dell’estrema periferia. Chi deve controllare  l’esistenza o meno dei contratti e i continui abusi? La polizia provinciale, di cui si sente solo parlare, ma non si vede?i carabinieri? La polizia municipale? La PS? L’esercito? La forestale? La finanza?  Le guardie campestre? L’aviazione? Qualcuno deve avere il compito istituzionale di farlo, visto che non è materialmente possibile monitorare l’intera periferia cittadina con le telecamere, (che in più di un’ occasione  sono state rubate), che per avere una validità operativa devono essere supportate da una sala di controllo H24  e da una volante di pronto intervento, diversamente sono solo decorative.


                                                                                           Il Sammaritano

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