sabato 30 novembre 2013

“IL COGLIONOMETRO”


“IL COGLIONOMETRO”
Nessuna notte , per quanto lunga, può impedire al sole di sorgere


Nonostante la storia, la letteratura, la religione, le scienze sociali e il buon senso affermano il contrario c’è ancora gente che è convinta di essere al di sopra delle convenzioni e della realtà. Passano i RE, passano i PAPA, passano i Presidenti del Consiglio o della Repubblica, ma il mattino dopo il sole sorge ancora, la gente si sveglia lo stesso, respira, soffre, ama, come se nulla fosse accaduto. La presunzione di taluni che sono seduti sugli alti scanni, più per “trastole” amicali che per valenza individuale, avvezzi a trinciare giudizi su tutto e su tutti, ogni tanto dovrebbero usare la buona abitudine di portare seco uno strumento di misura:  
                                         “il coglionometro”.
                                                                             TOTONNO ‘E  PAGLIARELLA

venerdì 29 novembre 2013

AMIANTO IN ITALIA

DATI DEL MINISTERO
Amianto, in Italia è sempre emergenza
Ancora 34 mila siti da bonificare

Picco di malati atteso fra il 2015 e il 2020: 680 mila le persone che potrebbero ammalarsi. Ancora 32 milioni di tonnellate da smaltire
I DATI DEL MINISTERO
Amianto, in Italia è sempre emergenza
Ancora 34 mila siti da bonificare
Picco di malati atteso fra il 2015 e il 2020: 680 mila le persone che potrebbero ammalarsi. Ancora 32 milioni di tonnellate da smaltire
Prima che entrasse in vigore la legge del 1992, che ha messo al bando l'amianto, l'Italia era uno dei maggiori consumatori di amianto in Europa. E oggi si trova quindi con un fardello di oltre 34 mila siti a «potenziale contaminazione di amianto», di cui 373 con rischi di primo livello. Un numero destinato a salire fino a 500, quando sarà completata la mappatura delle Regioni italiane. Sicilia e Calabria mancano infatti ancora all'appello, mentre in Piemonte sono censiti in maggioranza i siti che contengono amianto naturale. Sono i dati che emergono dal 15esimo quaderno del Ministero della Salute dedicato alle patologie correlate all'esposizione da amianto.
PRODUZIONE - Dal dopoguerra al 1992 l'Italia ha prodotto 3,7 milioni di tonnellate di amianto grezzo, mentre il Cnr ha evidenziato che l'amianto cemento ancora da bonificare ammonta a 32 milioni di tonnellate in Italia. Se venissero rimosse 380 mila tonnellate all'anno, occorrerebbero 85 anni per liberare il bel paese da questo materiale letale. Sul fronte della salute, questo si è tradotto in una incidenza del mesotelioma pari a 3,6 casi ogni 100 mila abitanti per gli uomini e 1,6 ogni 100 mila per le donne. Ma la latenza della malattia, oltre 40 anni, potrebbe far salire il numero dei malati, il cui picco è atteso fra il 2015 e il 2020. Sono 680 mila le persone esposte al rischio

IL RITORNO DEL FIGLIUOL PRODIGO

  

Il ritorno nell’area  di maggioranza di Gaetano di Monaco non è stato una sorpresa. Molti, infatti, erano certi che  alla fine sarebbe accaduto, Gaetano ha “visitato”qualche partito, ha sperimentato qualche movimento e ha poi concluso di ritornare alle origini. Qualcuno ha voluto ricordare, in quest’ accadimento la parabola del figliuol prodigo, anche se prodigo Gaetano non lo è mai stato. Tutti conoscono la prima parte della parabola, pochi la seconda. Nella seconda parte, il protagonista, ragazzo irrequieto, scappò dì nuovo e ritornò alla casa del padre dopo un lungo periodo di scioperataggine e il padre è in festa e prepara le dovute accoglienze. Il vitello grasso viene a sapere la notizia e se ne preoccupa. Teme che finisca come  l’altra volta con la macellazione del più saporoso animale della fattoria; perciò decide di scappare. Avvisa le altre bestie della stalla e se ne va. Ma poi è assalito da altri pensieri. Perché andarsene? Il suo destino è comunque segnato, lì o altrove finirà comunque al mattatoio. Tanto vale che sia laddove è nato, in mezzo ai suoi parenti e amici. Perciò torna indietro. Quando è di nuovo sulla soglia della stalla, si sente una voce gridare: è tornato il vitello grasso! Risponde da lontano un'altra voce: ammazzate il figliol prodigo.

giovedì 28 novembre 2013

SIAMO PER LE COSE DA FARE.......NOI

Nel panorama politico sammaritano non ci sono solo brutte notizie, anzi, per una formazione che si divide, c’è  un'altra che si rafforza, quella di maggioranza, che ha preso atto, con piacere, che i consiglieri socialisti sono diventati tre, con l’ingresso nel partito di Gaetano Di Monaco e  Alfonso Salzillo.
Nell’agitato quartiere dell’opposizione, invece, i rumori non mancano e non potrebbe essere diversamente quando è di scena Mastroianni; la divisione del gruppo consiliare PDL  è cantata come una  vittoria, non ha ancora digerito la sua mancata elezione al consiglio comunale e continua a sputare veleno sul “trio delle meraviglie” che, a suo dire, ci  condurrà al disastro. Tra le sue farneticazioni leggiamo: “Per chi fa politica sul territorio è indispensabile avere punti di riferimento certi nelle istituzioni sovra comunali”.  Traduzione: noi dobbiamo collegarci al potente di turno! Alla luce dei fatti, si evidenzia di certo una sua esigenza personale piuttosto che una necessità politica. Su questo tema il Sindaco ha dichiarato: “Il nostro riferimento certo sono i cittadini sammaritani, il resto è il solito tentativo di  fare apparire come bene  comune gli interessi privati, noi siamo per le cose da fare e non ci lasceremo distrarre dai chiacchericci”. Continua ,intanto la solita campagna di disinformazione orchestrata per gettare fango sulla campagna elettorale del Sindaco  a proposito di presunte  coinvolgimenti di personaggi che sono coinvolti nella sanitopoli Casertana, dimenticando(?) che i politici e i dirigenti coinvolti  fanno parte di quel “riferimento certo, sovracomunale” a cui faceva cenno Mastroianni.
                                                                                         Il braccio sinistro

mercoledì 27 novembre 2013

LE TASSE, IL GOVERNO E L'AMBIENTE

TASSE ECOLOGICHE: SOLO L'1% USATO PER L'AMBIENTE


 
La calamità che ha colpito recentemente la Sardegna porta nuovamente sotto i riflettori la stato di salute del territorio italiano e la necessità di reperire risorse economiche per fronteggiare situazioni di emergenza, magari attraverso la messa a punto di tecniche di manutenzione che affrontino il problema del dissesto-idrogeologico del Bel Paese. Ma, ironia della sorte, in realtà i soldi ci sarebbero. Ogni anno infatti lo Stato incassa dagli Enti Locali 43,88 miliardi di euro, provenienti dall’applicazione delle imposte ambientali, di cui però il 99% va a coprire altre voci di spesa. Secondo un report elaborato dalla CGIA di Mestre, solo l’1% delle imposte ambientali che i cittadini e le imprese versano all’Erario viene destinato alla protezione dell’ambiente. Decisamente troppo poco per la manutenzione del territorio. La CGIA precisa che la lista delle imposte che gravano sugli italiani  è lunghissima e spesso sconosciuta: dalle accise sui carburanti con cui facciamo pieno della macchina, a quelle relative alla bolletta della luce del gas, a quelle incluse nel bollo o nell’assicurazione dell’auto. Gli italiano pagano delle eco-tasse anche sui sacchetti di plastica, le pile, gli oli lubrificanti, gli imballaggi, sulle fognature e sui biglietti aerei. Miliardi di euro in tasse ambientali, che però non saranno mai usate per tutelare l’ambiente, perché dei quasi 44 miliardi ricavati nel 2011 (stando all’ultimo dato disponibile), solo 448 milioni  vengono destinati alla salvaguardia del territorio. Se invece questi soldi venissero utilizzati in toto per mettere in sicurezza fiumi e argini, probabilmente ci sarebbero meno disastri e potrebbe persino interrompersi la spirale dell’aumento delle tasse. Stando a dati Eurostat, in Italia le tasse ambientali valgono il 2,4% del Pil, rispetto ad una media europea del 2,3%; ma ogni volta che si verifica una nuova calamità, invece di usare il denaro virtualmente già disponibile, l’unica soluzione proposta è quello di aumentare le accise, come è stato fatto ad esempio nel 2011 dopo le alluvioni in Liguria e Toscana.
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martedì 26 novembre 2013

DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA .....FUORI CORSO

SALVATORE MASTROIANNI 
 FABIO MONACO
 DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA ...............FUORI CORSO!
 .....  ........   

SIAMO INVASI DA IMBALLAGGI PERVERSI E COSTOSI

Come ben sapete i costi della raccolta dei rifiuti in Italia sono in piccola parte compensati dal recupero dei materiali riciclati con la raccolta differenziata grazie all’accordo Anci-Conai che ha stabilito nell’ultimo quadriennio l’entità dei contributi per ciascuna frazione di imballaggio conferita alle piattaforme di recupero (plastiche, vetro, metalli, carta, cartone, legno, etc.).
Entro la fine di quest’anno rappresentanti dei Comuni italiani e il Conai ridefiniranno un accordo che alla luce dei fatti si è rivelato estremamente penalizzante per i Comuni in termini d’incassi perché   i valori di mercato dei diversi materiali  sono aumentati rispetto ai parametri fissati nell’accordo quadro 2009-2013 e il Conai ha  avuto la meglio!.
Da quest’anno poi si paleseranno gli effetti negativi dell’introduzione della Tares che comporterà notevoli aggravi dei costi per le bollette di cittadini  sebbene il comune di Santa Maria Capua Vetere non ha aumentata la Tarsu di un centesimo. Il nostro comune sta prendendo in seria considerazione la proposta dell’associazione dei Comuni virtuosi.
 Una proposta articolata che evidenzia scenari attuali confrontandoli con altre esperienze europee e propone correttivi che vanno nella direzione di recuperare maggiori risorse, per sostenere anche economicamente il grande sforzo delle amministrazioni locali, impegnate  a favore dell’ambiente e del recupero dei materiali.
Il disequilibrio con gli altri Paesi dell’Unione Europea è evidente e dobbiamo cominciare a colmare questo divario, specialmente attraverso uno strumento fondamentale come quello che verrà costruito con il Consorzio Imballaggi per i prossimi 4 anni.
L’assessorato all’Ambiente del Comune di Parma dice di aver  valutato tutti gli aspetti sottolineati dal dossier elaborato dall’Associazione Comuni Virtuosi con l’apporto tecnico di Esper  e afferma che:” emergono diverse storture che vanno discusse e risolte, in modo da incrementare e migliorare il contributo che i Comuni danno nella direzione voluta dall’Europa, quella società del riciclo che senza corretti sostegni economici, rischia in Italia di non vedere mai la luce".
Il dossier, ricco di informazioni anche inedite agli stessi amministratori comunali, offre un interessante confronto tra la situazione nazionale dei contributi ambientali corrisposti dalle imprese che producono imballaggi con quella dei paesi europei, evidenziando distanze preoccupanti.
L’Italia ha il più basso contributo ambientale di tutta l’Europa. Nel 2011 solo il 37% degli introiti del Conai sono tornati ai Comuni in forma di contributi per la raccolta differenziata degli imballaggi e in una percentuale poco più alta del 42% nel 2012.
Vorremmo dunque riscrivere l’accordo da protagonisti, come indicano i Comuni Virtuosi. Una delle strade da percorrere è sicuramente l’incremento del CAC, il contributo ambientale versato dalle aziende produttrici di imballaggi a sostegno del sistema di recupero, attualmente tra i più bassi in Europa. secondo alcuni bisognerebbe triplicarlo. Questo non solo per aumentare il gettito a favore dei contributi ai Comuni, cosa tutto sommato secondaria rispetto ad un effetto molto più incisivo, vale a dire sulla necessità alla ri-progettazione di imballaggi in modo più sostenibile.
Un contributo che pesi maggiormente sugli imballaggi multi-materiale inevitabilmente destinati allo smaltimento indurrebbe le aziende produttrici di beni di largo consumo ad orientare le proprie scelte in materia di packaging non solo per un indubbio ritorno di immagine ma anche per effettivi minori costi da caricare sul prodotto. Lo stesso incremento del CAC favorirebbe l’impegno dei produttori a studiare imballaggi sempre più leggeri e ad eliminare sovra-imballi inutili per la protezione del prodotto. Materiali che dunque verrebbero facilmente riammessi nella filiera produttiva generando benefici per l’intero sistema.
Vi sono poi considerazioni da fare sull’enorme spreco di materiali plastici solo perché certi oggetti non sono classificati come imballaggi anche se composti degli stessi materiali dei contenitori per bibite o detersivi. Oppure a eccessivo imballaggio come il caso delle etichette delle bottiglie di plastica, che vengono prodotte in materiale diverso dal Pet causando molti scarti nel momento della cernita.
In questi casi è necessario agire come già fatto con la carta, indicando come materiali compatibili le plastiche eterogenee, come sta facendo il sindaco di New York che ha avviato la raccolta differenziata anche per le plastiche rigide. In Italia non mancano esempi virtuosi come Vedelago e la Revet toscana, che recuperano ogni anno migliaia di tonnellate di plastiche altrimenti destinate a smaltimento in discariche o inceneritori.
Non si deve, infine, dimenticare la necessità di eliminare ogni contributo all’incenerimento per spostare decisamente le risorse verso sistemi di recupero e riciclo dei materiali. Impegno questo che produrrebbe sensibili ricadute positive a favore dell’occupazione in un comparto, quello del riciclo, che può diventare settore traino di un economia che ha enormi possibilità anche a causa della carenza di materie prime nel nostro paese.



domenica 24 novembre 2013

Inaugurazione del Teatro Del Riuso

In linea con il programma stabilito e nonostante alcune difficoltà dovute al meteo, ieri mattina, sabato 23 novembre alle ore 12, il Sindaco arch. Biagio Maria di Muro con il vice sindaco dott. Antonio Scirocco hanno inaugurato il "Teatro del Riuso"

Ad accoglierli l’Assessore all’ambiente Donato Di Rienzo insieme con alcuni esponenti dell’associazione dei liberi disoccupati che hanno reso vivibile, in pochi giorni, un vecchio edificio comunale di via Galatina (ex compendio lampadine) abbandonato al degrado e alcuni esponenti del club 33giri che sono coinvolti nelle attività del Teatro.  Prima ancora che il teatro fosse inaugurato alcuni cittadini hanno voluto testimoniare la loro solidarietà portando abiti, suppellettili, hifi e tanto altro, nonostante la pioggia. Il primo scopo che il neonato centro si propone, è allungare la vita dei beni di consumo semidurevoli che molto spesso finiscono per aumentare la massa dei rifiuti nonostante la loro validità funzionale, perché le mode cambiano;  questo vale per gli abiti, i mobili, le suppellettili ecc. ecc.


Ma non è finita qui, con l’aiuto del volontariato, anche, possibilmente, di un laboratorio  per la trasformazione creativa dei materiali, per rimetterli nel circuito d’uso soddisfacendo esigenze  dei singoli meno fortunati. C’è anche uno spazio per i più giovani e dotati musicisti che non hanno lo spazio per le prove e perché no, anche spettacoli autoprodotti per assistere ai quali il prezzo del biglietto d’ingresso sarà il deposito di dieci bottiglie di plastica.

venerdì 22 novembre 2013

CONSEGNA DEI FUMETTI DELLA SETTIMANA EUROPEA PER LA RIDUZIONE DEI RIFIUTI








Il rituale della consegna del fumetto, ideato dalla commissione Europea nelle scuole dell’obbligo a Santa Maria Capua Vetere, dal sindaco arch.Biagio Maria Di Muro e dall’assessore Donato Di Rienzo è stato particolarmente simpatico per la festosa accoglienza
  degli alunni e per l’entusiasta partecipazione dei docenti. Sono state distribuite quasi quattromila copie. Mentre si scattavano le foto di gruppo, per spedirle a Bruxelles, il Sindaco, scherzando ,ma non troppo, ha raccomandato ai ragazzi di leggersi il fumetto e spiegare ai genitori come si  gestiscono i rifiuti.

E' NATO IL NUOVO CENTRO DESTRA(?)

Veloce come il fulmine, il mancato consigliere comunale, respinto dal suo stesso elettorato, al secolo Mastrodanni, come ha sentito che il suo capogregge si è staccato dal partito madre per seguire Angelino il governativo, non ha lasciato che il piatto si freddasse e all’insaputa del consigliere avv. Federico Simoncelli  leader dell’opposizione, al quale per dovere di cortesia un cenno andava fatto, ha fondato nella nostra città il “Nuovo centro destra”
Nell’articolo che annunciava il parto, c’è anche il suo manifesto politico che in un punto recita, testuale: “è sempre bene precisare che con gli amici dei partiti alleati  cioè Fratelli d’Italia, il nuovo PSI, l’UDC e la rinascente Forza Italia andremo avanti lavorando gomito a gomito”. Considerati i precedenti, io  mi domando : è consigliabile restare a distanza di gomito?
                                                                                            Il braccio sinistro  

giovedì 21 novembre 2013

  
Questo fumetto sarà consegnato in tutte le scuole
 elementari di Santa Maria Capua Vetere, venerdì 22 novembre
 ha preannunciato l'assessore all'ambiente Donato Di Rienzo

Settimana europea per la riduzione dei rifiuti


 L’AMBIENTE e la DIFFERENZIATA
 Difendere l’ambiente è necessario per la nostra salute!
La raccolta differenziata nella nostra città è fatta correttamente dalla maggior parte dei nostri cittadini, ma c’è uno zoccolo duro che non si è ancora deciso a piegarsi a questa necessità e con arroganza e prepotenza si rifiuta per “principio”.

Riuscire a trovare un equilibrio fra sviluppo economico e sostenibilità ambientale, avviando attività commerciali e produttive che permettano di migliorare la qualità della vita dell’intera comunità nel pieno rispetto dell’ambiente e nella massima valorizzazione del territorio. Evitare il “consumo” dei suoli, difendere e amplificare il verde,denunciare gli inquinatori, imparare a comprare “giusto”e produrre meno plastica di scarto. Questo deve essere il nostro obiettivo!

mercoledì 20 novembre 2013

Perché mangiare meno carne è un aiuto per l’ambiente

 Vi siete mai chiesti quali sono le conseguenze ambientali delle vostre scelte alimentari? Se ne sente parlare sempre di più, ma vale la pena di ribadire alcuni concetti fondamentali


Negli ultimi cinquant’anni, la nostra alimentazione ha subito un drastico cambiamento: il consumo di prodotti come carne, uova, latte e derivati è aumentato in maniera esponenziale. Una volta questi alimenti erano il privilegio di pochi, mentre ora sono accessibili a tutti. Le conseguenze? L’incredibile diffusione degli allevamenti di tipo intensivo.

Ormai è noto il fatto che questo tipo di allevamenti causa molti problemi dal punto di vista ambientale:

* disboscamenti (con conseguente perdita di zone verdi ed erosione del suolo);
* emissioni di CO2 e metano che vanno a incrementare l’effetto serra;
* aumento delle sostanze inquinanti che vanno a intaccare il suolo e le risorse idriche;
* ingente utilizzo di risorse, come acqua suolo e alimenti – quando questi ultimi potrebbero essere destinati all’alimentazione umana in un mondo in cui troppe persone soffrono la fame.
Queste sono solo alcune delle problematiche provocate solo dal nostro nuovo modo di alimentarci. Si potrebbe pensare che siano inevitabili, in quanto la carne e i suoi derivati sono elementi indispensabili nella nostra dieta, data la loro grande importanza per l’apporto di proteine. Ma forse non tutti sanno che, in realtà, nel trasformare vegetali in proteine animali, un’ingente quantità delle proteine e dell’energia contenute nei vegetali viene sprecata: il cibo serve infatti a sostenere il metabolismo degli animali allevati. Inoltre, una grossa percentuale dei prodotti della zootecnia corrisponde ai parti dell’animale non commestibili che vengono scartate – come le ossa, le cartilagini, molte frattaglie e, naturalmente, le feci.
Si tratta di un sistema palesemente inefficiente perché, per riassumere il concetto al massimo, viene utilizzato molto per produrre poco. Infatti per ottenere 1 chilogrammo di carne di manzo sono necessari circa 7 chilogrammi di cereali e circa 15.000 litri di acqua.
E non è necessario diventare vegetariani o vegani per migliorare la situazione, infatti basterebbe semplicemente che ognuno di noi riducesse, anche di poco, il consumo di carne e derivati. In Italia, per esempio, una riduzione del 10% dei consumi di carne pro capite equivarrebbe alla diminuzione del fabbisogno di 8 chilogrammi l’anno, ovvero di 150 grammi la settimana. Cifre che si traducono semplicemente nel sostituire per una volta alla settimana un cibo ricco di proteine animali con uno ricco di proteine vegetali, come per esempio un piatto di legumi.
Altre cifre significative sono quelle che esprimono i kg-CO2 equivalenti prodotti, per ogni chilogrammi di cibo prodotto: 1 chilogrammo di carne di maiale produce 9,3 chilogrammi di CO2, la stessa quantità carne bovina ne produce 30 kg, il merluzzo 8,5 kg, la soia appena 0,92 kg e i fagioli solo 1,35 kg. Come dire: un piatto ricco di proteine vegetali diminuisce l’emissione di gas serra da 10 a 30 volte rispetto a uno di proteine animali. In poche parole: basta un piccolo sforzo per avere un grande risultato!
Simona Manzo Soloecologia

I RIFIUTI VANNO SOTTOBRACCIO ALL'EVASIONE FISCALE


Le strade di campagna che circondano la città sono invase da rifiuti di ogni genere. Tutti noi sappiamo che quando si compra un frigorifero piuttosto che una lavatrice il venditore è obbligato a ritirare il vecchio elettrodomestico, ma   molti venditori sono sprovvisti del contratto di smaltimento dell’elettrodomestico vecchio nonostante sia un obbligo di legge del 2010 e nonostante sia gratis. Si rifiutano di farlo nel timore che il numero dei pezzi ritirati, che dovrebbero essere consegnati alle aziende autorizzate alla rottamazione,  diventino di fatto un dato certo del  loro giro d’affari che finirà all’agenzia delle entrate.  Come fare per evitare  di ritirare il vecchio elettrodomestico? Niente di più facile, si comincia nel dire che per il ritiro bisogna pagare il trasporto, poi all’eventuale obiezione del cliente si finisce per consigliare il ricorso al servizio comunale di ritiro dell’ingombrante e fin qui nulla di male. Un buon numero sarà comunque ritirato dai venditori i quali hanno trovato un sistema per liberarsi del fastidio, chiamano un operatore del rifiuto metallico abusivo(che nel nostro caso  sono zingari locali che hanno il primato del commercio abusivo dei rottami metallici)  che prendono dal frigo tutte le parti metalliche e il resto lo abbandonano nelle campagne circostanti. Il punto preferito dell’abbandono sono i terreni alle spalle dello IACP cui si accede facilmente dalla località grattapulci attraverso il passaggio a livello della ferrovia Alifana. Attenzione ma i rifiuti che finiscono nelle campagne e sulle strade hanno anche origini diverse. Altri settori merceologici devono avere dei contratti di ritiro dei loro rifiuti, per esempio i carrozzieri, i laboratori d’analisi, i pescivendoli, i macellai i venditori di batterie, i venditori di pile e tanti altri ancora. Se questi soggetti non hanno i contratti attivati, i loro scarti finiscono nei rifiuti domestici oppure vengono sversati abusivamente in discariche a cielo aperto, poi, magari, saranno loro stessi che protesteranno all’ufficio ambiente  per farli rimuovere, costringendo  il Comune ad effettuare bonifiche che hanno costi altissimi. Non è finita qui, molti artigiani come imbianchini, muratori, piastrellisti che lavorano prevalentemente a nero, con la complicità dei loro stessi clienti (l’esempio è la rimozione abusiva dell’amianto) finiscono per ingrossare gli sversamenti abusivi nelle stradine dell’estrema periferia. Chi deve controllare  l’esistenza o meno dei contratti e i continui abusi? La polizia provinciale, di cui si sente solo parlare, ma non si vede?i carabinieri? La polizia municipale? La PS? L’esercito? La forestale? La finanza?  Le guardie campestre? L’aviazione? Qualcuno deve avere il compito istituzionale di farlo, visto che non è materialmente possibile monitorare l’intera periferia cittadina con le telecamere, (che in più di un’ occasione  sono state rubate), che per avere una validità operativa devono essere supportate da una sala di controllo H24  e da una volante di pronto intervento, diversamente sono solo decorative.


                                                                                           Il Sammaritano

domenica 17 novembre 2013

Il futuro deve essere senza spreco

Un appello di personalità di tutto il mondo in occasione del forum patrocinato dalla Fao in corso a Stoccolma. “Circa a un terzo dell’intera produzione mondiale, pari 170-180 kg pro capite, finisce in discarica”

Di seguito l’appello contro lo spreco di cibo e acqua a firma di Jan Lundquist, Andrea Segrè, Valentin Thurn e altri scienziati in occasione della World Water Week in corso a Stoccolma, evento internazionale sul futuro della risorsa acqua a livello globale organizzato da Stockholm International Water Institute (SIWI) e dalla FAO. Segrè, presidente di Last minute market, è l’unico italiano presente a Stoccolma: interverrà oggi per lanciare l’appello mondiale contro lo spreco alimentare e illustrare i risultati della campagna nell’istituzione dell’europarlamento, dove si richiede il 2014 anno europeo contro lo spreco alimentare.

Alla prima Conferenza Mondiale sull’Alimentazione, svoltasi a Roma nel 1974, l’allora Segretario di Stato americano Henry Kissinger fece una dichiarazione lodevole: “Tra dieci anni nessun bambino andrà a letto affamato”.

NEL DIVORZIO DELLA LIBERTA’ HANNO VINTO LE “MEZZE MISURE”



Il divorzio "della libertà" tra Silvio e Angelino ha gettato nel panico il PDL sammaritano, ora sono costretti a schierarsi.  Con chi ci conviene andare? La domanda è netta e non ci possono essere mezze risposte ed è qui che Il nostro Mastrodanni, altrimenti detto PARAKULIS deve trovare una  posizione precisa. 

Ogni Padreterno alleva il suo Giuda
Non  può disobbedire a Paolo Romano che lo tiene al guinzaglio (con lo stipendio della Regione e praticamente siamo noi che paghiamo) e lo fa abbaiare a comando contro l’amministrazione. Abbaia a…. prescindere! Lo fa attraverso i giornali locali sempre con lo stesso articolo o lo stesso manifesto sei per tre : il trio di sinistra,  Di Muro, Stellato Mattucci  blablà blabla, abbaia se è buon tempo , abbaia se piove, Abbaia!  Alla fine Parakulis farà quello che gli dirà Paolo Romano eletto alla Regione da molti di noi. 
Ebbene si! Anche da me e non c’è niente di cui mi pento di più. Certo è stato un errore; a ben pensarci  che cosa può avere in comune un cittadino normale con lui che appartiene (per matrimonio) ad una famiglia d’imprenditori che hanno interessi economici non solo nelle nostra città, ma in tutt’Italia e anche all’estero? 

RENATO BRUNETTA   l’ex    terrore dei fannulloni!

Come può rappresentare i problemi dei cittadini bisognosi se, per sua fortuna, non li sente sulla sua pelle? 
Nello schieramento Pdiellino a SMCV c’è una lotta senza quartiere e senza “mezze misure” contrariamente alla lotta interna del PD locale, dove, senza offesa e senza malizia, qualche “mezza misura” c’è.


Il braccio sinistro

venerdì 15 novembre 2013

Ecco quanto ci costano i rifiuti non differenziati

L’Italia non differenzia i suoi rifiuti e perde oltre un miliardo di euro. A confermarlo l’analisi di Althesys sulle percentuali di raccolta differenziata raggiunte dalle regioni italiane. Solo due superano gli obiettivi previsti.

Mentre la legge di stabilità del governo Letta introduce nuove tasse sui rifiuti, uno studio di Althesys – società di consulenza strategica che opera nel settore dell’ambiente – rivela che l’Italia nel 2012 ha perso 1,2 miliardi di euro per i mancati benefici da raccolta differenziata. Le uniche due regioni ad aver raggiunto gli obiettivi previsti sono Veneto e Trentino Alto Adige.
I costi del mancato riciclo
Gli obiettivi di raccolta differenziata (Dlgs. 152/2006 “Norme in materia ambientale”) prevedevano il raggiungimento del 65% di raccolta entro il 31 Dicembre 2012. I dati raccolti da Althesys hanno mostrato, però, che le uniche regioni ad aver raggiunto gli obiettivi sono state Veneto e Trentino, mentre tutte le altre regioni hanno un tasso di raccolta differenziata inferiore al 60%.
Oltre alla perdita di 1,2 miliardi di euro si potrebbero sommare, a causa di tali inadempienze, anche le sanzioni previste dalla Commissione europea (28.090 euro da pagare ogni giorno fino alla sentenza definitiva del 2014, con il rischio di una ulteriore maxi multa da 256.819 euro per ogni giorno di ritardo che il nostro paese accumulerà nel mettersi in regola).
Le regioni meno virtuose
Sicilia, Calabria, Puglia e Molise sono le regioni con le percentuali di raccolta differenziata più basse. Oscillano tra il 13,3% della Sicilia e il 18,4% del Molise, ma il costo complessivo più alto è raggiunto dalla regione Lazio. Con un livello di raccolta del 22,1% e 3,2 milioni di tonnellate di rifiuti la perdita economica laziale è di 187 milioni di euro.
“Nel 2012 molte regioni, non soltanto il Meridione, sono state caratterizzate da livelli di raccolta differenziata ancora inferiori rispetto agli obiettivi”, osserva Alessandro Marangoni, ceo di Althesys e capo del team di ricerca. “Una cattiva gestione che costa fino a 43 euro a testa, per ogni cittadino, nelle regioni con i livelli più bassi di raccolta”.

Pubblicato da alessio il 28 ottobre 2013 in Ambiente, In Evidenza 

giovedì 14 novembre 2013

Il ricordo di Oriana



"Ci sono momenti nella vita in cui tacere diventa una colpa e parlare diventa un obbligo , un dovere morale , un imperativo categorico al quale non ci si può sottrarre."         Oriana Fallaci
                                         

Concerti e spettacoli pagando il biglietto con le bottiglie di plastica: iniziativa a Santa Maria Capua Vetere

A breve aprirà ufficialmente il centro comunale per il riuso dei beni durevoli. L'assessore all'Ambiente: "Abbiamo realizzato una vera discarica creativa"

Vincenzo Altieri in Cultura&SpettacoloMer, 06/11/2013 - 17:44

Assistere a spettacoli, concerti ed eventi culturali che si svolgeranno a Santa Maria Capua Vetere pagando il biglietto di ingresso con bottiglie di plastica, lattine e altro materiale da riciclare. E' l'iniziativa in cantiere promossa dall'assessore all'Ambiente Donato Di Rienzo che si inserisce nel più ampio programma 'Life' della commissione europea che si pone come obiettivo primario la sensibilizzazione delle istituzioni e dei consumatori circa le strategie e le politiche di prevenzione dei rifiuti messe in atto dall'Unione Europea. Si tratta di un primo passo che l'amministrazione comunale intende compiere ai fini dell'adozione della delibera 'Rifiuti Zero' che oramai risale al gennaio 2012. Il documento, molto dettagliato, prevede tra le altre cose anche la realizzazione di un centro comunale che funga da luogo per la riparazione ed il riuso di beni durevoli che possano essere reimmessi nei cicli di utilizzo domestico. "Abbiamo dato vita ad una vera e propria discarica 'creativa' - ha spiegato il delegato all'Ambiente Donato Di Rienzo - attraverso la quale andiamo a stimolare ed incentivare la raccolta differenziata tra i cittadini di Santa Maria Capua Vetere. Il centro è stato individuato nell'ex compendio 'Lampadine' ubicato in via Galatina e sarà aperto tutte le mattine dalle 9.00 alle 12.00". Si potranno raccogliere oggetti usati di piccole dimensioni, vecchie cravatte, bottoni, dischi in vinile, tappi di sughero ma anche oggetti di arredamento quali divani, poltrone, sedie, tavoli ed elettrodomestici. Il progetto verrà presentato in occasione della 'Settimana europea per la riduzione dei rifiuti', in programma dal 16 al 24 novembre, alla quale ha aderito anche il Comune di Santa Maria Capua Vetere.