giovedì 20 febbraio 2014

Ve lo ricordate L'oro di Napoli?


 Come si può definire un individuo a cui non sta mai bene niente? C’è un vasto assortimento di aggettivi che ci aiutano a definire questi soggetti:incontentabile, lunatico, inappagabile, inesaudibile, insaziabile, esigente, insoddisfatto, ma nessuno di questi aggettivi riesce a fotografare il bastian contrario che esiste in ogni contesto e in tutte le articolazioni della società. Politici, giornalisti, opinionisti, semplici cittadini che pur di contestare un fatto, un opinione o altro sono, rischiando il ridicolo, capaci di negare l’evidenza  di fatti incontrovertibili. Nella lingua Napoletana esistono alcune espressioni significative per rendere  l’idea, una di questa è “nun s’abboffa manco ‘e terra ‘e campusante”, l’altra, quella più popolare e più greve e più calzante è: “me pare ‘a zita ‘e vrezza muscio
nun te piace e tuosto te fa male”. Non c’è bisogno di scendere nei particolari. Io credo che tutti noi individuiamo, nella vita di tutti i giorni, soggetti del genere tra i giornalisti, gli amici, i politici, i tifosi e tutti gli altri che, insieme a noi, popolano questa parte di mondo. Mi sono spesso domandato se c’è un rimedio, purtroppo non ne ho trovati, ma ricordando il grande Marotta  e il sublime” l’Oro di Napoli” prendo in prestito il personaggio interpretato dal grande  Eduardo e gli riserbo lo stesso trattamento che ebbe il Duca, virtualmente gli allazzo un pernacchio da procurargli l’insonnia. M.P.

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