Spesso, molti di noi criticano il voltagabbanismo imperante
della nostra seconda Repubblica e qualche volta ci lasciamo andare ad
apprezzamenti non proprio edificanti nei riguardi di coloro che, in corso d’opera,
cambiano casacca. Ebbene, non per giustificare questi comportamenti, ma per
amore della verità dobbiamo ricordare che tra i più grandi, se non il maggiore
voltagabbana della storia è stato il famigerato conte Camillo Benso di Cavour, “un
imbroglione di genio”, un bugiardo di proporzioni industriali, dicevano di lui
nelle cancellerie Europee. Ecco a chi dobbiamo la distruzione dell’unico stato
virtuoso d’Italia fino al 1860. Alcuni dati sulla situazione economica del
regno e del resto dello “stivale”.
Bonifica della Terra di Lavoro;
Rendita dello Stato quotata alla Borsa di Parigi al 12%;
Minor tasso di sconto (5%);
Primi assegni bancari della storia economica (polizzini sulle Fedi di Credito);
Prima Cattedra universitaria di Economia (Napoli, Antonio Genovesi, 1754);
Prima Borsa Merci e seconda Borsa Valori dell'Europa continentale;
Maggior numero di società per azioni in Italia;
Miglior finanza pubblica in Italia(*); ecco lo schema al 1860 (in milioni di lire-oro):
- Regno delle Due Sicilie: 443, 2
- Lombardia: 8,1
- Veneto: 12,7
- Ducato di Modena: 0,4
- Parma e Piacenza: 1,2
- Stato Pontificio: 90,6
- Regno di Sardegna: 27 Granducato di Toscana 84,2
Altri dati per fotografare lo scenario del regno dei Borboni, Prima flotta mercantile in Italia (terza nel mondo); Prima compagnia di navigazione del Mediterraneo;
Prima flotta italiana giunta in America e nel Pacifico;
Prima istituzione del sistema pensionistico in Italia (con ritenute del 2% sugli stipendi);
Minor numero di tasse fra tutti gli Stati italiani;
La più grande Industria Navale d'Italia per numero di operai (Castellammare di Stabia, 2000 operai);
La più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato (120 alla Borsa di Parigi);
Rendita dello Stato quotata alla Borsa di Parigi al 12%;
Minor tasso di sconto (5%);
Prima città d'Italia per numero di Tipografie (113 solo a Napoli);
Primo Stato Italiano in Europa, per produzione di Guanti (700.000 dozzine di paia ogni anno);
Primo Premio Internazionale per la Produzione di Pasta (Mostra Industriale di Parigi);
Primo Premio Internazionale per la Lavorazione di Coralli (Mostra Industriale di Parigi). La più grande industria metalmeccanica in Italia, quella di Pietrarsa. Si può ancora continuare a credere alla "vulgata" risorgimentale che presenta il Regno borbonico come il più regredito e odiato d'Italia?
Bonifica della Terra di Lavoro;
Rendita dello Stato quotata alla Borsa di Parigi al 12%;
Minor tasso di sconto (5%);
Primi assegni bancari della storia economica (polizzini sulle Fedi di Credito);
Prima Cattedra universitaria di Economia (Napoli, Antonio Genovesi, 1754);
Prima Borsa Merci e seconda Borsa Valori dell'Europa continentale;
Maggior numero di società per azioni in Italia;
Miglior finanza pubblica in Italia(*); ecco lo schema al 1860 (in milioni di lire-oro):
- Regno delle Due Sicilie: 443, 2
- Lombardia: 8,1
- Veneto: 12,7
- Ducato di Modena: 0,4
- Parma e Piacenza: 1,2
- Stato Pontificio: 90,6
- Regno di Sardegna: 27 Granducato di Toscana 84,2
Altri dati per fotografare lo scenario del regno dei Borboni, Prima flotta mercantile in Italia (terza nel mondo); Prima compagnia di navigazione del Mediterraneo;
Prima flotta italiana giunta in America e nel Pacifico;
Prima istituzione del sistema pensionistico in Italia (con ritenute del 2% sugli stipendi);
Minor numero di tasse fra tutti gli Stati italiani;
La più grande Industria Navale d'Italia per numero di operai (Castellammare di Stabia, 2000 operai);
La più alta quotazione di rendita dei titoli di Stato (120 alla Borsa di Parigi);
Rendita dello Stato quotata alla Borsa di Parigi al 12%;
Minor tasso di sconto (5%);
Prima città d'Italia per numero di Tipografie (113 solo a Napoli);
Primo Stato Italiano in Europa, per produzione di Guanti (700.000 dozzine di paia ogni anno);
Primo Premio Internazionale per la Produzione di Pasta (Mostra Industriale di Parigi);
Primo Premio Internazionale per la Lavorazione di Coralli (Mostra Industriale di Parigi). La più grande industria metalmeccanica in Italia, quella di Pietrarsa. Si può ancora continuare a credere alla "vulgata" risorgimentale che presenta il Regno borbonico come il più regredito e odiato d'Italia?

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